A.Ba.Si. - Associazione Italiana Barriere di Sicurezza
A.BA.SI è una nuova associazione costituitasi il 12 gennaio 2007 e presentata ufficialmente alla Camera dei Deputati, il 21 marzo ’07. Oggi è presente sia a livello nazionale che locale, con sede legale nel Comune di Cagli (PU) ed una sede operativa nel centro del Comune di Roma.
A.BA.SI e’ rappresentata da imprenditori di tutta Italia, che operano nel settore Sicurezza Stradale ormai da decenni. Si propone a livello Nazionale di armonizzare i due elementi essenziali di una strada: la Sicurezza e la Barriera, con l'obiettivo di rendere le Strade e le Autostrade italiane più sicure. Oltre a questo pone e propone tra i pricipali obiettivi da perseguire, migliorare l'informazione e la formazione dei giovani, al fine di aumuntare la consapevolezza dei rischi e quindi un'assunzione di maggiore responsabilità.
Per molti anni le barriere stradali metalliche di sicurezza, dette guard rail, sono state considerate, un elemento povero dell’arredo stradale, teso al solo contenimento del veicolo, senza valore aggiunto, senza cioè un’analisi di merito rispetto all’effetto sull’utente in caso di impatto ed in particolar modo per le conseguenze che l’urto poteva produrre per gli occupanti di veicoli leggeri.
La barrieristica però è una scienza, che in full-scale raccoglie i saperi del progetto del dispositivo, della verifica e dell’efficacia di quelle attrezzature che contengono e quindi governano le conseguenze di un incidente nel caso di perdita di controllo del veicolo da parte del conducente.
La legislazione italiana non ha contribuito in maniera esaustiva alla definizione di standard di sicurezza unici, con il risultato di trasferire ai gestori delle strade, la responsabilità delle scelte basilari della sicurezza nell’atto di assegnazione delle gare di appalto, senza che questi possedessero le competenze specifiche per analizzarne la sicurezza.
Basterebbe l’applicazione dell’art. 6 delle istruzioni tecniche per la progettazione, l’omologazione dell’allegato al D.M del 21 giugno 2004 e del comma 13 dell’art. 68 del D.lgs 12 aprile 2006 del Codice degli appalti, per evitare il libero arbitrio di società private di progettare ed omologare un prodotto privato in opere pubbliche.
